


VITERBO – Dies Natalis tornerà a svettare a piazza San Sisto già dalla prima decade di luglio. Dopo l’esperimento dello scorso anno, nato in occasione del Giubileo e accolto da un importante afflusso di visitatori, l’amministrazione comunale sembra intenzionata a trasformare il montaggio anticipato della Macchina di Santa Rosa in una consuetudine.
Negli uffici di Palazzo dei Priori si lavora già ai dettagli tecnici e organizzativi dell’operazione che consentirà ai cittadini, ai turisti e ai pellegrini di ammirare da vicino la creatura ideata da Raffaele Ascenzi ben prima del tradizionale Trasporto del 3 settembre.
La scelta nasce anche dalla necessità di offrire alla città uno spazio di fruizione stabile della Macchina, in assenza di un museo dedicato alle Macchine di Santa Rosa. L’esposizione anticipata rappresenta quindi l’unica occasione concreta per permettere ai visitatori di osservare l’opera con calma e da vicino, senza la folla e la concitazione della sera del Trasporto.
Secondo l’amministrazione comunale, l’iniziativa avrebbe già dimostrato di poter generare un importante richiamo turistico, trasformando piazza San Sisto in un punto di interesse culturale per buona parte dell’estate. L’obiettivo è valorizzare un patrimonio riconosciuto dall’Unesco, rendendolo visibile per un periodo più lungo e ampliando l’offerta turistica della città.
Non manca però il fronte contrario. Una parte della cittadinanza guarda con scetticismo all’esposizione prolungata della Macchina, ritenendo che possa attenuare l’emozione e il senso di attesa che da sempre accompagnano il Trasporto. Per molti viterbesi, infatti, la scoperta della Macchina a ridosso del 3 settembre rappresenta uno dei momenti più intensi e simbolici della festa.
Intanto la macchina organizzativa è già partita. I tecnici comunali sono impegnati nella pianificazione delle misure di sicurezza e nella gestione del cantiere, con l’intenzione di rendere il montaggio stesso un momento di interesse per cittadini e visitatori, che potranno assistere alle varie fasi dell’assemblaggio della struttura.
Una sfida che punta a coniugare promozione culturale e rispetto della tradizione, cercando un equilibrio tra la necessità di valorizzare la Macchina di Santa Rosa a livello internazionale e il forte legame identitario che la città continua a custodire gelosamente.